Comunicazione

TAV o noTAV?

Ho sempre pensato che fare politica volesse significare mantenere un atteggiamento coerente a prescindere dalla sponda del fiume che al momento si occupa e, nel caso specifico della TAV, sarei tentato di concordare sulla decisione di mantenere fede alle dichiarazioni del passato e votare a favore della stessa.

Ma la politica che conosco io non esiste più!

Le “regole d’ingaggio” sono cambiate, molto cambiate. Oggi si professa l’esigenza di collaborazione tra le parti, di raziocinio, di buonsenso, di coerenza ma contemporaneamente si plaude alle scelte istintive, quelle dettate dalla rabbia, suggerite dalla pancia, quelle scelte che contravvengono alle dichiarazioni del passato (non quello remoto, quello di “ieri”) e chi se ne frega se queste costano soldi pubblici, ormai è stato sdoganato tutto e il contrario di tutto. Ciò che ieri era riprovevole, oggi è qualcosa di poco importante rispetto ai problemi del paese, come se questi si fossero palesati solo adesso e non fossero noti già prima.

Mi chiedo, il perdurare nel fare scelte in nome della coerenza (badate bene, non sto affermando che esse siano “giuste”, ma coerenti), oggi, è una scelta che calza la misura del tempo che viviamo?

Io sono convinto di no!

Abbiamo una situazione politica che a me genera conati. Una maggioranza composta da due forze politiche “apparentemente” diverse che stanno insieme sulla base di un contratto che, però, può essere onorato da tutte le forze politiche e non solo quelle che lo hanno sottoscritto.

E così, come per la TAV, laddove Lega e M5S risultano in disaccordo (scritte nell’ordine di peso all’interno del Governo, ormai i grillini sono i lavapiatti della Lega), vengono chiamati a decidere tutti gli altri ovvero PD, FdI e FI (nell’ordine di “importanza” numerica).

Cosa accade (o accadrà, come nel caso della TAV) è piuttosto palese per chi segue la politica. Come è spessissimo già avvenuto, FdI e FI si accodano alla Lega in quanto suoi naturali alleati politici e, diciamocelo, anche perché proni a Salvini per una questione di numeri che ormai hanno delineato chi è davvero il dòminus nel cdx. Il PD fa opposizione laddove ritiene di doverla fare e vota, talvolta, a favore dei provvedimenti in “nome della coerenza“, come accadrà per la TAV.

Ma tutto ciò, è utile al centro sinistra e al nostro destino? NO!

Si deve cambiare strategia se si vuole dare una spallata al “sistema“, invertire il decadimento in corso, cambiare prospettiva.

In merito alla TAV la scelta delle forze di minoranza dovrebbe essere diversa. Che si assumano la responsabilità di deciderne la sorte la Lega e il M5S! Non si crederà ancora che vi sarà riconoscenza verso il PD, FdI e FI nel caso in cui l’opera venisse realizzata e portasse i benefici sperati? Al contempo, non si crederà che, per contro, verranno risparmiate le critiche se la sua realizzazione sarà fonte di problemi? Oppure c’è qualcuno ancora così sciocco da pensare che vi sarà l’onestà (senza acca) di “dare a Cesare quel che è di Cesare“?

Sono finiti quei tempi.

Qualora le “minoranze” dovessero “assumersi la responsabilità” di votare a favore della TAV, il “solo vantaggio” che ne risulterebbe è la realizzazione dell’opera, ovviamente per quelli che reputano positiva la sua realizzazione.

Politicamente, invece:

  • la Lega aumenterà i consensi;
  • i 5S si ricompatteranno e scaricheranno la responsabilità di tale scelta sul PD (sia mai che se la prendano con FdI e FI);
  • il Governo continuerà il suo cammino scaricando le critiche sul PD;
  • al massimo si potrebbe dimettere Toninelli, sempre che abbia il coraggio di rinunciare all’incarico.

E se invece PD, FdI e FI lasciassero la decisione alla Lega e al M5S?

Io, paradossalmente, credo che tale ultima strategia porterebbe solo vantaggi (e sinceramente sono anche preoccupato per questo, perché quando una cosa è così palese, non trovo la ragione per cui la si esclude), perché:

  • i 5S hanno i numeri per determinare l’approvazione o la bocciatura della TAV;
  • bocciarla vorrebbe dire far cadere immediatamente il Governo e andare ad elezioni con la certezza assoluta che più del 50% dei parlamentari 5S non verrebbe rieletto …. e tornare alla vita di prima è difficile, specie se prima eri un venditore di bibite allo stadio;
  • la Lega accoglierebbe, quindi, i parlamentari grillini dissidenti (quelli che voterebbero in dissenso con la linea di partito per il motivo di cui sopra) per poter, successivamente, realizzare un Governo di cdx insieme a FdI e FI;
  • la TAV sarebbe “salva“;
  • il M5S sarebbe definitivamente annientato;
  • la Lega inizierebbe un percorso di Governo più in salita che mai, visto che dovrebbe fare i conti con gli ex grillini che, si sa, sono come banderuole al vento, cambiano rigidamente idea un giorno si e l’altro pure;
  • in caso di caduta del Governo, questa sarebbe più invisa a Lega e M5S di quanto non sarebbe semmai la minoranza votasse a favore della TAV.

Sulla base di questi dubbi e ipotesi, mi chiedo, perché allora farsi del male facendo da puntello al Governo?

Perché PD, FdI e FI scelgono di fare harakiri? (anche se la scelta di queste ultime due forze politiche mi risulta più semplice da comprendere)

Ma veramente coloro che dirigono questi partiti non hanno ancora chiaro che la politica, oggi, è solo una questione di modi di porsi, di titoli di giornali, di provocazioni, di scelte illogiche, istintive, dettate dalla pancia, scelte fatte più per nuocere l’avversario che per il reale bene della collettività?

Nella gara tra “coerenza” e “incoerenza“, oggi, vince quest’ultima a mani basse.