Comunicazione

Acqua bene comune: un principio che difenderemo in ogni modo possibile

Abbiamo già chiarito la nostra posizione in merito a questo delicato e importante argomento, torniamo a parlarne per fugare ogni dubbio e per prendere un impegno con tutti voi, per voi e insieme a voi.

L’acqua è un bene comune, essenziale alla vita e sul quale il popolo si è già espresso in modo inequivocabile con il referendum del 2011! Cederne la gestione ad una azienda privata è – quindi – una grande beffa, soprattutto perché la Regione Lazio ha approvato nel 2014 la Legge n. 5 sull’acqua pubblica che, tutt’ora, non è applicata per la mancata definizione degli ABI.

La cessione del servizio idrico è, inoltre, un danno perché comporta un immediato aumento delle tariffe (+35/40%, si chieda ai cittadini dei comuni vicini a noi) ma non un immediato miglioramento dello stato degli acquedotti. La manutenzione e gli investimenti sugli acquedotti, peraltro, sarebbero sottoposti alle contorte regole dei piani industriali di Acea Ato2 e alle politiche tariffarie ad essi collegate nonché alla egemonia maggioritaria di Roma Capitale (Roma detiene da sola il 51% dei voti della Conferenza dei Sindaci di Ato 2). A meno che non si pensi che “Roma Capitale” scelga di stanziare fondi per rifare una condotta ad Anguillara piuttosto che a Via del Corso.

Anguillara fu uno dei Comuni firmatari della proposta di legge per l’acqua pubblica che la Regione Lazio approvò nel 2014 e deve, per questo, essere protagonista di tutte le iniziative possibili per darne attuazione. Per evitare il danno e la beffa non vi è altro modo che rispettare la volontà referendaria.

Ci opporremo, con l’aiuto di chi questi temi li tratta da anni (Forum dei movimenti per l’acqua pubblica, che ha già dato disponibilità) e con i legali che con questi collaborano, alla cessione del servizio idrico, nel rispetto delle leggi, ma anche nel rispetto delle istituzioni e delle loro prerogative.

Lottare per mantenere la gestione pubblica dell’acqua non vuol dire gestione “in-house” del servizio.

Anguillara può e deve rendersi artefice anche di un cambio di passo politico sul tema proponendo sinergie con i comuni del bacino

La Legge n. 5/2014 ci consente di lavorare per una gestione consortile e pubblica del servizio secondo criteri di efficienza gestionale e di qualità. Tutto ciò successivamente all’individuazione degli idonei “Ambiti di Bacino Idrografici” in sostituzione degli attuali ATO.

Con le competenze che abbiamo (un plauso va ai nostri operai, fanno un lavoro sempre troppo sottovalutato) e con l’aiuto di tecnici e aziende leader del settore, la gestione del servizio può inizialmente rimanere in capo al Comune garantendo livelli di servizio adeguati alle esigenze della popolazione e che rispettino gli standard definiti in una apposita “Carta dei Servizi”.

Si istituirà, poi, un “comitato di monitoraggio e controllo”, composto da cittadini in rappresentanza delle varie istanze sociali della città, che svolga un ruolo attivo nei prossimi mesi e che operi in sinergia con il Comune affinché si pongano in essere le azioni sopra menzionate (l’acqua è un bene comune, i cittadini possono e devono esserne i principali tutori).

E se il servizio idrico integrato dovesse essere stato già ceduto ad Acea Ato2 dalla gestione commissariale, sottoporremo alla approvazione del Consiglio comunale il mandato alla Giunta per opporsi a tale scelta nelle sedi previste dalla legge e per imporre ad Acea il pagamento di alcuni indennizzi che noi riteniamo siano dovuti.