Comunicazione

C’era una volta la degna sepoltura

Sono vicino come amico e come “politico” ad Annarita per ciò che sta vivendo dal 2019, anno del decesso del suo papà. Il dramma del cimitero ha – per me – radici profonde e la nostra comunità ha pagato (in termini economici, più di 200 mila euro per soccombenza in una causa) e paga (in termini umani o meglio disumani, come raccontato da Annarita in questo post su Facebook: https://www.facebook.com/groups/25706682263/permalink/10159779879752264/) scelte politiche del passato fatte non certo per il bene della collettività e che sono, poi, risultate utili ad alcuni.

Riepiloghiamo i fatti (tutti documentabili) della incresciosa questione raccontata da Annarita:

  • appena eletto (ottobre 2020) Annarita mi ha contattato per sottopormi la situazione;
  • sul finire del 2020 ho fatto richiesta di accesso agli atti per sapere quanti sono i cittadini nella stessa condizione di Annarita;
  • l’ufficio preposto mi ha risposto – dopo mia sollecitazione – informandomi che sono 40 le famiglie che hanno richiesto un loculo per un proprio caro defunto, 10 delle quali hanno pagato già la intera somma;
  • ho chiesto immediatamente appuntamento alla nuova amministrazione che mi viene dato il 2 febbraio 2021;
  • all’incontro erano presenti, oltre al sottoscritto, l’arch. Monda (responsabile area), la dott.ssa Tedeschi (segretaria comunale), Cinzia Mazzotta (consigliera delegata al cimitero). In quella sede ho rappresentato la vicenda di Annarita o meglio del suo povero defunto papà nonché quella di molte altre famiglie con una situazione più o meno simile;
  • ho sollecitato per due volte una risposta e il 23 febbraio 2021 mi venne riferito che la risposta alla questione posta nella riunione del 2 febbraio mi sarebbe stata data dal capo area o dalla segretaria comunale (ciò accade in genere quando la vicenda riguarda aspetti burocratico-amministrativi e non politici – io la penso esattamente al contrario, ma è doveroso chiarire);
  • sono tornato a chiedere informazioni l’11 marzo 2021 e mi venne risposto “si sta provvedendo”;
  • quindi in altre due occasioni (de visu) ho chiesto aggiornamenti a chi preposto durante le sedute di Consiglio comunale, la risposta è stata sempre “stiamo lavorando” (ci tengo a precisare che di questo non ho mai dubitato);
  • quindi il 17 febbraio 2022 ho scritto nuovamente una email al responsabile d’area – su invito che Annarita inviò sia a me che al collega Falconi – ribadendo l’urgenza di una soluzione (o anche una risposta, purché definitiva per il papà di Annarita);
  • l’8 marzo 2022 ho inviato una ulteriore PEC – per conoscenza anche alla Presidente del Consiglio comunale – per richiedere l’invio di tutte le carte, documenti da poter consegnare ad Annarita affinché possa ottenere il doveroso risarcimento economico (quello umano non si ha mai, purtroppo) e per consentire a me di valutare eventuali azioni da avviare;
  • il 25 marzo 2022 sono tornato sul tema pregando chi preposto a dare una risposta;
  • durante il Consiglio comunale di martedì 29 marzo 2022 ho parlato con la Vicesindaca (sempre disponibile) rappresentandole la questione. Mi ha risposto che se ne sarebbe occupata;
  • l’indomani mattina (il 30.03.2022) ho inviato l’ultimo messaggio al responsabile di area per sollecitare una risposta.

Non sono uno di quelli che pensa che l’amministrazione comunale possa fornire immediate soluzioni, non ho mai preteso – quindi – che il comune trovasse subito una soluzione ad Annarita. La PA non è così reattiva come vorremmo e muove seguendo precise norme. Non ho volutatamemte alzato i toni e ho sempre mantenuto questa vicenda lontana dai riflettori, all’interno del perimetro della “formalità istituzionale” (incontro ufficiale, email, pec), talvolta usando forme di comunicazione meno formali – come una telefonata o un messaggio whatsapp – per sollecitare una risposta, ma senza mai farne un uso strumentale, evitando che l’angoscia vissuta da Annarita diventasse un esacerbato scontro politico.

Perché la reputo una situazione indegna, di cui vergognarsi come amministratore e che – toccando sensibilità profonde – non può e non deve essere mezzo di speculazione politica.

Ora, però, che Annarita, nella comprensibile rabbia generata dalla dolorosa, logorante e (troppo) lunga esperienza che ha voluto rendere pubblica, è giusto che si conosca la cronistoria di quanto è stato fatto affinché ognuno possa avere il quadro della situazione, capire di quale arco temporale stiamo parlando e apprendere se sono state fatte o meno rimostranze e solleciti per dare degna sepoltura al signor Marinucci.

Se non si rappresentato tutti i fatti il disperato gesto di Annarita sarebbe inutile.

Confido in una risposta da parte dell’amministrazione comunale, se non per l’azione compiuta dal Consigliere Stronati, almeno per rendere giustizia ad una cittadina che da troppo tempo, ormai, chiede solamente di far riposare in pace il suo defunto papà.