Comunicazione · Decoro Urbano

Anguillara: la nuova passeggiata

Abstract: un colpo d’occhio che lascia senza fiato, favoloso, paradisiaco. Ma dietro a tanta bellezza naturale, restano le ombre di una realizzazione impattante e poco attenta e di scelte progettuali che rischiano di pesare a lungo sulla fruibilità e sulla sicurezza dell’opera.

Un’opera inaugurata in fretta, tra errori progettuali e materiali inadeguati

La nuova passeggiata, che dal Teatro ai soldati porta al Giardino dei pescatori, è un’opera attesa da molti anni, frutto di un lavoro che ha attraversato diverse amministrazioni, tra desideri, paure, sogni e proteste. E’ innegabile che lo scorcio che si apre girando sotto la Collegiata lasci davvero senza fiato, valorizzando uno dei punti più suggestivi di tutto il lago. Eppure, dopo poche ore dall’inaugurazione, le polemiche non mancano.

Illuminazione: fragile e mal progettata

L’impianto di illuminazione è composto da una serie di faretti in metallo ancorati a terra tramite 2 viti e risultano fragilissimi anche al tatto. Si trovano immediatamente al fianco del camminamento tattile (che in alcuni punti sembra già perdere aderenza con il terreno) risultando d’ingombro per chi passeggia, la loro struttura è troppo leggera e poco resistente. L’aggiunta del sensore di movimento in plastica di colore chiaro e montato in modo che ricorda più un adattamento casalingo che una scelta progettuale, è decisamente brutta e d’intralcio durante le operazioni di spazzamento. I corpi illuminanti possono essere danneggiati anche involontariamente (da un cane, una carrozzina, un bambino) e si accendono anche in pieno giorno per la mancanza di un crepuscolare. Ne risulta una installazione del tutto sbagliata.

Scelte discutibili e pericoli concreti

La disposizione dell’arredo urbano suscita perplessità: panchine collocate al centro del passaggio e frangiflutti realizzati con pietrisco scadente e in alcuni punti insufficiente a creare una benché minima barriera (perché non selezionare le pietre? Ma possibile che non c’è mai voglia di bello?) che trasmette un’impressione di disordine e di posticcio. Considerando che l’illuminazione è scarsa, anche per via delle (giustissime) limitazioni all’uso di illuminazione artificiale più impattante in prossimità del lago in uno dei punti di maggior tutela ambientale, c’è il rischio concreto di cadere verso il lago. I corpi illuminanti dovrebbero essere posizionati a terra, all’esterno del camminamento, con una soluzione bassa, realizzata con materiale resistente e con il fascio di luce che illumina verso l’interno. Una soluzione pratica che traccia un confine visibile del ciglio e che guarda più alla resistenza e alla sicurezza che all’estetica.

Lavori approssimativi e superficiali

La manutenzione del costone è complicata e le scelte progettuali e realizzative dell’opera non la favoriscono. Eppure è necessaria perché in alcuni tratti gli alberi e gli arbusti sono verticalmente sopra il percorso. Per raggiungere la parte più alta del costone, quindi, c’è bisogno di mezzi meccanici e questi dovranno fare lo slalom tra panchine e illuminazione. L’opera è stata inaugurata ieri e in alcuni punti i rovi tagliati risultano abbandonati tra i massi, e la sensazione è di incuria e di “lavoro a metà”. Spero che non diventi prassi.

Un’inaugurazione elettorale?

Il giudizio che sento e leggo di molti cittadini è unanime: molto bella, favolosa, finalmente, è un sogno. Ma non pochi la giudicano sciatta e scadente. Questo andava assolutamente evitato, proprio perché è un’opera attesa da tanto tempo che avrebbe potuto essere un simbolo di riqualificazione e che, invece, si presta alla critica di essere un’inaugurazione dall’effetto vetrina, utile più al consenso politico in vista delle elezioni che al bene duraturo della comunità. I corpi illuminanti già divelti (atto vandalico o incidente? Perché per come sono viene il dubbio possa trattarsi di incidente) e la luce che questi emanano da terra anche di giorno, i resti delle operazioni di potatura scaricati tra i massi, il percorso tattile già scollato in alcuni punti, consegnano l’immagine di qualcosa di già vecchio e abbandonato.

Quindi bene, ma non benissimo.

PS: mancano i cestini porta rifiuti che, per contro, dovrebbero esserci in numero elevato per evitare bottigliette e carte tra le pietre frangiflutti.

Enrico Stronati