La variante dei misteri

Questo documento vuole solo essere un momento di riflessione condiviso con tutti ed un sollecito per l’Amministrazione comunale (sperando non la prendano a male … sono un po’ permalosi a quanto pare). Chiunque avesse voglia di fornire contributi … è benvenuto, più informazioni abbiamo, meglio è.

Il principale “dogma” del M5S, nazionale e locale, è rappresentato dalla “trasparenza”. Essa dovrebbe attuarsi, nella interpretazione grillina, per il tramite di alcuni principi base, quali ad esempio: la pubblicità degli atti amministrativi e la partecipazione dei cittadini (detta anche democrazia dal basso o democrazia diretta, in contrasto radicale con la democrazia rappresentativa, da sempre scenario abituale dei partiti tradizionali).

Chi avrebbe il coraggio di dissentire dinanzi a questi principi? Nessuno, credo.

Resta però da capire come e quando intendono attuare quanto affermano, perché a giudicare i fatti, mi riferisco a quelli locali ovviamente, appare evidente che la “trasparenza” sia stato solo uno slogan elettorale.

E sì perché la cittadinanza, suo malgrado, ignora l’importanza e le implicazioni delle decisioni che l’Amministrazione comunale avrebbe dovuto assumere in merito alla Variante al PRG che, tornata dalla Regione Lazio presumibilmente tra la fine di giugno e i primi di luglio, sarebbe dovuta essere “discussa e approvata o revocata” entro un lasso di tempo stabilito per legge (chi dice 90 gg, chi 100 gg, ad essere onesti non conosco i dettagli e i tempi, sta di fatto che siamo ben oltre i 100 gg).

Che ne sarà della Variante al PRG ora che non è pervenuta in Regione alcuna risposta ufficiale da parte dell’Amministrazione comunale nei tempi stabiliti dalle norme vigenti? Io credo sia doveroso da parte dell’Amministrazione comunale fornire risposte in merito.

Detto ciò, cosa sappiamo in merito alla Variante al PRG? Sappiamo che è intenzione dell’attuale Amministrazione pentastellata di volerla “revocare” (cosa diversa rispetto alle affermazioni della Sig.ra Sindaca che parla di “bocciare”) e non è mia intenzione soffermarmi sulla decisione, spetta a loro questa scelta.

Obiettivi di questo documento

Provero, invece, a fare un po’ di luce – nel limite delle mie conoscenze e capacità – su quello che è generalmente contenuto nei documenti su cui si basa la procedura di approvazione della Variante al PRG che è, a tutti gli effetti, l’atto programmatorio più importante di un Comune.

Nel seguito sono riportate delle informazioni nel merito dell’iter in corso – in base alle informazioni in mio possesso – per supplire al silenzio, secondo me assordante, dei megafoni elettorali grillini.

[Nota: Non posso, però, mancare di evidenziare un paio di passaggi “caratterizzanti” i primi 4 mesi dell’Amministrazione comunale che mi hanno lasciato abbastanza perplesso: le più veloci revoche assessorili di tutti i tempi (tra cui quelle di Bernardini e Chiriatti che sul PRG hanno da sempre mantenuto una posizione intransigente, sarà stato per questo che sono stati “spinti” fuori dal Palazzo?) e la mancata rinuncia alle indennità che, invece, sono intascate per intero. Questo fa sorgere in me (ma non credo di essere il solo) il dubbio che in campagna elettorale l’attuale Amministrazione abbia voluto “gridare” slogan con la consapevolezza che questi sarebbero rimasti “parole urlate al vento”].

Breve storia

Nel 1978 Anguillara si dotò del primo Piano Regolatore Generale. Questo andò in scadenza, come previsto dalla legge, 10 anni dopo.

Dal 1988, quindi, la Città di Anguillara non dispone di uno strumento edilizio programmatico e regolatorio …. e gli effetti di tale lacuna sono palesi anche a chi, come me, non ha particolare familiarità con questa materia.

Inizio dell’iter di approvazione

Nel dicembre del 2006 (DCC numero 48 del 23/12/2006 – Vai alla documentazione online) il Consiglio comunale approvò la Variante al PRG che, come dice il nome, rappresenta una “variante” al precedente PRG (sostanzialmente una “prosecuzione” delle decisioni di massima assunte con il piano del 1978).

A questa furono poi presentate circa 330 osservazioni (che cercherò di reperire per renderle pubbliche, d’altronde sono documenti pubblici o, meglio, dovrebbero esserlo), una ventina delle quali non furono accolte per superamento dei tempi di presentazione.

Le osservazioni, per chi non sapesse cosa siano, sono delle “richieste formali” con le quali dei comuni cittadini o società o associazioni (un qualsiasi soggetto giuridico che ha un titolo su una proprietà immobiliare), sottopongono all’approvazione del Consiglio comunale la modifica della previsione di piano su un determinato appezzamento di terreno o la proposta di aumento degli indici di edificabilità o la proposta di sanatoria di zone cosiddette di “recupero”, etc etc.

Suddette osservazioni furono “controdedotte” dal Consiglio comunale (DCC numero 65/2007 e numero 1/2008) nel periodo dicembre/2007 – gennaio/2008 il quale si espresse nel merito accogliendo o rigettando le stesse in base ad una valutazione eseguita dall’Ufficio Tecnico comunale.

Nel luglio del 2008 la Variante al PRG fu inviata alla Regione Lazio in base alla L.R. 43/1977 (ricercabile qui). Iniziò, quindi, l’iter presso la Regione Lazio nonché presso tutti gli enti/uffici che – per un motivo o per un altro – sono tenuti ad esprimere pareri di merito.

Così, a partire dal 2008 (8 anni fa!), i diversi enti interessati iniziarono ad emettere i relativi documenti che, di seguito, vengono riassunti per quel che mi ricordo affinché chiunque, leggendo il presente documento, possa capire cosa contiene la procedura di approvazione della Variante al PRG (per quei documenti che ho avuto modo di leggere, riassumerò ciò che essi contengono).

Si comprenderà, spero, l’assurdità della mancata pubblicazione della documentazione pervenuta dalla Regione (a mio modo di vedere è una balla l’affermazione che ho letto in alcune risposte pervenute dal Comune ed indirizzate a coloro che hanno chiesto di averne copia e nelle quali si comunica che “i documenti di programmazione” non possono essere resi pubblici – e dire che il M5S nasce insieme a slogan quali la “rottamazione”, la “trasparenza”, le “dirette audio/video delle sedute”, etc etc) a tal punto che a me, per esempio, fa sorgere il dubbio: ma cosa conterrà mai l’istruttoria della Regione Lazio pervenuta da qualche mese al Comune di Anguillara e così segreta da non poterla (volerla?) rendere pubblica alla cittadinanza affinché la stessa possa comprendere la scelta (qualunque essa sarà, se decisione verrà assunta) che prenderà l’attuale Amministrazione comunale?

Parere geologico

Il “parere geologico” consiste nelle prescrizioni, rilasciate dagli organi preposti, relativamente all’impatto geologico dell’ipotizzata urbanizzazione delle aree contenute nella Variante al PRG. Suddette prescrizioni possono essere sia generali (indicazioni di massima) sia specifiche (indicazioni per singole zone).

Che io sappia, il parere geologico rilasciato per la Variante, dovrebbe contenere tutte quelle indicazioni che dovrebbero essere ormai di dominio pubblico ma che invece, come spesso la cronaca ci ricorda, sono sovente disattese, come per esempio:

  • il divieto di edificare in aree interessate da forte inclinazione;
  • in caso di nuove urbanizzazioni, l’obbligo alla realizzazione di studi geologici preliminari che valutino il grado di cedimento dei terreni, gli effetti di eventuali sismi, la verifica di stabilità in caso di edificazioni in prossimità di terreni con pendenza, etc etc;
  • il rispetto delle zone di protezione ambientale (e noi ne abbiamo parecchie);
  • la raccomandazione al rispetto delle falde ed in particolare la raccomandazione al rispetto delle disposizioni contenute nel T.U. sull’Ambiente per quanto attiene alla distanza dai pozzi utilizzati per fini idropotabili (raggio di almeno 200 metri);
  • la raccomandazione verso gli scarichi fognari che, purtroppo, ancora oggi non sono completamente sotto controllo;
  • la fascia di rispetto da fiumi, torrenti, fossi che non è mai abbastanza, come le cronache spesso ci ricordano;
  • il divieto di coprire o intubare fossi;
  • il divieto di edificare in aree ad alto rischio frana (Nota: peraltro esiste un piano regionale che elenca quali siano queste aree, anche questo sarebbe un documento da diffondere);
  • suggerimenti nel merito dei materiali da utilizzare per le pavimentazioni stradali, per le essenze erboree da preferire nonché quali aree schermare;
  • etc, etc.

Altro argomento generalmente presente nei “pareri geologici” – questo potrebbe interessare gli abitanti di Colle Sabazio e Ponton dell’Elce – sono le raccomandazioni per le aree sottoposte ad “attività estrattive”. In genere sono fornite indicazioni relativamente alla pericolosità delle cave dismesse che, chiaramente, sono un elemento di discontinuità del suolo e che, quindi, sono a forte rischio frana in prossimità dei versanti (pareti delle cave).

Per quanto attiene le prescrizioni tipizzate per le singole zone, prendo ad esempio quelle che potrebbero essere state fatte per il Centro Storico. Premesso che per il Centro Storico è previsto il “Piano Particolareggiato” che, dunque, assume una centralità rilevante sulle regole di salvaguardia di un’area così importante e di pregio storico-culturale, ciò che il “parere geologico” dovrebbe contenere riguarda sostanzialmente le indicazioni sulla stabilità del terreno. Questo perché il nostro centro storico presenta numerosi cigli e scarpate ed è importante verificarne la tenuta ed eventualmente procedere al loro consolidamento.

Queste, sommariamente, dovrebbero essere le prescrizioni contenute nel “parere geologico” (l’elenco non vuole né può essere esaustivo, serve solo per dare una idea di massima). Raccomandazioni che hanno buon senso ma che al contempo consentirebbero di creare omogeneità delle zone urbanizzate nonché accorgimenti al mantenimento di una identità rurale del territorio.

Parere del Parco

Il parere dell’Ente Parco Naturale di Bracciano-Martignano ebbi modo di leggerlo, ricordo che dapprima informava di essere competente solo per le aree interne ai limiti del parco (Vigna di Valle ed un’altra zona che ora non rammento) e per le quali, in assenza del piano di assetto del parco, poteva solo esprimersi basandosi sulle “norme di salvaguardia” e che, in base a queste, il parere per quanto previsto nella Variante al PRG per suddette aree, era negativo rimandando, quindi, la decisione alla Regione Lazio (credo Assessorato Ambiente).

Poi, successivamente, rettificò il parere ricordandosi che Anguillara è in ZPS e quindi suggerì di procedere alla Valutazione di Incidenza Ambientale e alla Valutazione Ambientale Strategica.

Parere igienico-sanitario

Anche il parere della ASL RMF ebbi modo di leggerlo e conteneva, sostanzialmente, un parere favorevole per quanto di competenza.

Usi civici

Il parere di merito sugli “usi civici” consiste generalmente in una serie di indicazioni sugli adempimenti da porre in essere laddove sono previste edificazioni (pubbliche o private) su terreni del pubblico demanio ovvero della collettività.

Sono molteplici le tipologie di prescrizioni che potrebbero essere contenute in questo parere, proviamo a fare delle distinzioni:

  • nel caso di edificazioni di opere pubbliche (per esempio scuole) su terreni sottoposti ad usi civici, la prescrizione – a norma di legge – dovrebbe riguardare l’obbligo all’attivazione delle procedure volte all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni (la famosa L. 16 giugno 1927, n. 1766 – Pubblicata nella Gazz. Uff. 3 ottobre 1927, n. 228, info recuperate grazie a Google);
  • nel caso di opere già esistenti su terreni sottoposti ad “usi civici” (quindi da regolarizzare) le prescrizioni dovrebbero riguardare l’obbligo di alienazione (sempre in ottemperanza di specifiche disposizioni in materia, in questo caso Google mi suggerisce la L.R. 27 Gennaio 2005, n. 6);
  • nel caso di nuove edificazioni, chiaramente, l’alienazione dovrebbe essere propedeutica alla concessione del titolo a costruire, ma questa è prassi (o quanto meno dovrebbe esserlo).

Il parere dovrebbe, inoltre, contenere alcuni divieti, come per esempio quello di alienazione dei terreni della collettività sottoposti a vincoli (quali ad esempio la tutela di aree a parco, aree protette, monumentali, ZPS, etc).

Sappiamo, al contempo, che il parere sugli “usi civici” necessita delle seguenti disposizioni, richieste preventivamente al Comune:

  • modificare le NTA affinché nelle stesse fossero recepite delle “limitazioni”;
  • la mutazione della destinazione d’uso dei terreni che nella Variante al PRG sono interessati alla realizzazione di opere pubbliche ma sono gravati da usi civici.

Le modifiche alle NTA (Norme Tecniche di Attuazione) furono, quindi, recepite dal Comune, come richiesto, con atto di Consiglio comunale n. 13/2013. Questo, per chi vuole, è facilmente reperibile nello storico online degli atti sul sito web del Comune: LINK.

VAS

L’istruttoria regionale dovrebbe contenere anche la VAS (Valutazione Ambientale Strategica). Cos’è la VAS? WikiPedia in questo ci aiuta chiarendo che la VAS è un documento che ha come “obiettivo principale … valutare gli effetti ambientali dei piani o dei programmi, prima della loro approvazione (ex ante), durante ed al termine del loro periodo di validità (in-itinere, ex post)”.

Conoscere qual’è la VAS contenuta nell’istruttoria consentirebbe di avere un primo sommario giudizio in merito all’impronta ambientale che la Variante al PRG lascerà sul nostro territorio.

Di questo atto, purtroppo, non so moltissimo.

Parere archeologico

Anche il MiBACT dovrebbe essere stato chiamato ad esprimersi nel merito. Esistono altri due documenti di ordine “superiore” che in qualche modo intervengono a tutelare il territorio dal punto di vista “paesaggistico” onde evitare sfruttamenti erronei o speculativi. Si tratta del PTP (Piano Territoriale Paesistico) e del PTPR (Piano Territoriale Paesistico Regionale).

Il parere del MiBACT e le indicazioni/prescrizioni del PTP e del PTPR dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) assicurare uno sfruttamento dei terreni congruo con i vincoli esistenti sugli stessi.

Per i curiosi:

VIA

Altro documento probabilmente contenuto nell’istruttoria regionale è la VIA (Valutazione di Incidenza Ambientale). Anche in questo caso ricorriamo a WikiPedia che ci chiarisce che la VIA è “finalizzata ad individuare, descrivere e valutare gli impatti ambientali di un’opera”.

Di seguito un elenco (non completo) di quelle che dovrebbero essere le prescrizioni contenute nella VIA rilasciata in merito alla Variante al PRG:

  • divieto di interessare o trasformare le aree boschive;
  • divieto di trasformare aree di zone che sono sottoposte a pascolo;
  • divieto di trasformare aree a ridosso di fiumi e torrenti;
  • obbligo alla VIA in caso di interventi “ammessi” in zone sottoposte a vincoli e tutela;
  • rispetto delle specie arboree autoctone;
  • divieto di impermeabilizzare delle aree intorno alle edificazioni;
  • etc, etc.

I contenuti dell’Istruttoria

Sinora ho descritto quelli che dovrebbero essere i contenuti dei pareri contenuti nell’istruttoria della Regione Lazio, proviamo ora ad immaginare cosa dovrebbe contenere l’istruttoria vera e propria.

In genere, vi è una suddivisione in “zone omogenee” che riprende quella organizzazione del territorio contenuta nella previsione di piano inviata in Regione nel 2006. Si tratta di una suddivisione del territorio comunale in aree di interventi come per esempio “Zona F, area a servizi”.

In pratica le aree contenute nella Variante che sono classificate come “Zona F”, sono aree sulle quali il nuovo piano stabilisce vengano realizzati – per l’appunto – i servizi.

Per ognuna di queste aree, conseguentemente, sono in genere previste delle indicazioni di massima relativamente agli interventi ammessi e quelli vietati ma anche e soprattutto – per alcune zone – le indicazioni puntuali e dettagliate del tipo di interventi ammessi. A titolo di esempio, per avere una idea, si consideri che nella Zona F sarà possibile realizzare: parcheggi, scuole, mercati, spazi ricreativi, musei, teatri, etc etc.

Uno dei temi che maggiormente interessa l’opinione pubblica, consiste nella valutazione dell’incremento volumetrico (a seguito di nuova edificazione) e conseguentemente l’incremento demografico (esiste un rapporto tra metri cubi ed abitante) previsto dal Piano. La domanda che spesso rimbalza – soprattutto sui social network – è: quanti saranno i cittadini di Anguillara se dovesse essere approvata la Variante al PRG? Questo è indubbiamente un argomento molto rilevante.

Per capire e dare fondamento alle perplessità che colpiscono molti, me compreso, nel merito della crescita demografica (quindi volumetrica = numero di case), mi sono dilettato nella realizzazione della seguente analisi.

La L.R. n. 72 del 1975 stabilisce quella che deve essere la percentuale massima di crescita abitativa per i successivi 10 anni all’approvazione della Variante al PRG. Tale percentuale è pari al 30%.

Analizzando i grafici sotto riportati, in particolare quello concernente la percentuale della crescita demografica nel periodo 1971 – 2011, possiamo notare come suddetto “limite” (30%) sia stato sempre superato. La domanda da porsi, in questo caso, è: qualora avessimo avuto dei PRG correttamente approvati (a partire dal 1988, anno di scadenza dell’unico PRG di Anguillara che – come precedentemente detto – risale al 1978) ed avessimo, conseguentemente, vincolato la crescita volumetrica, quindi demografica, ai parametri previsti dalla L.R. 72/1975 (avendo avuto, chiaramente, premura di accertarne il rispetto), quale sarebbe oggi il numero di cittadini residenti?

Numero di abitanti - 1971 - 2011
Numero di abitanti – 1971 – 2011
Percentuale di crescita demografica - 1971 - 2011
Percentuale di crescita demografica – 1971 – 2011

Facendo qualche calcolo otteniamo che il numero di abitanti sarebbe dovuto essere poco superiore a 12.000 … una conferma, forse, di quanto sia stata dannosa la mancanza di uno strumento programmatorio e regolatorio quale è il PRGC (Piano Regolatore Generale Comunale).

Proviamo ora ad applicare il medesimo “limite” (30%) alle previsioni della Variante al PRG.

Nel 2006, anno di approvazione della Variante da parte del Consiglio comunale, Anguillara contava circa 17.000 abitanti.

Il 30% di 17.000 è pari a 5.100, quindi la Variante al PRG approvata nel 2006 dovrebbe prevedere una crescita demografica, alla fine del decennio di validità del Piano, sino ad un massimo di 22.100 abitanti. Dato da “prendere con le molle” in quanto, come riportato all’inizio di questo documento, al Piano approvato furono presentate centinaia di “osservazioni” che, chiaramente, essendo “fuori sacco”, comportano un “aumento” della previsione di Piano.

Ora, considerando che la Variante fu approvata dal Consiglio comunale 8 anni fa e che da allora ad oggi l’espansione volumetrica e demografica della nostra città ha continuato imperterrita (anche più di quanto avrebbe previsto un qualsiasi PRG!), mi chiedo (come me, molti altri), l’incremento volumetrico e demografico massimo previsto nell’istruttoria della Regione Lazio, stabilito dalla L.R. 72/1975, è rimasto quello previsto nella versione originale – e quindi rapportato ai dati demografici del 2006 – oppure è stato ricalcolato tenendo in considerazione il numero di abitanti residenti ad Anguillara nel 2016?

Perché semmai fosse stato “riparametrato” il tutto all’anno corrente, l’incremento demografico previsto per i “prossimi 10 anni” – sempre ché la Variante al PRG venisse approvata – sarebbe pari a:

  • Numero abitanti al 2016 = circa 19.500
  • 30% di 19.500 = 5.850
  • Totale abitanti al 2026 = 25.350

Ma le perplessità non finiscono qui. Consideriamo ora il caso in cui l’Amministrazione comunale revochi la Variante al PRG, sarebbe risolto questo problema?

[Nota: per problema si intende l’incremento demografico “incontrollato” che vuol dire consumo di territorio, aumento della densità abitativa, aumento del numero di veicoli in circolazione, aumento delle esigenze, etc etc.]

Se il “trend di crescita” demografica “medio” registrato nel periodo 1971 – 2011 (pari al 42%, dal 1988 “senza” un PRGC) venisse confermato, risulta comprensibile che – da questo punto di vista – la crescita demografica sarebbe maggiore in quanto, al 2026, il numero di abitanti residenti potrebbe raggiungere quota 27.700! Se oltre a questo considerassimo che, senza un Piano (quello in corso di approvazione o un altro, l’importante è che si capisca che un PRG serve proprio per evitare tutto questo), ci potremmo ritrovare nella situazione ancor peggiore di avere 27.700 persone che vivono il territorio con servizi ed infrastrutture ferme a metà degli anni ‘90 quando ad Anguillara vivevano circa 12.000 abitanti.

L’istruttoria della Regione Lazio potrebbe fornire risposte ai molti dubbi che ho qui rappresentato ed ipotizzato. Ciò aumenta l’importanza della sua divulgazione. Sarebbe utile far sapere alla cittadinanza se la Regione Lazio è intervenuta o meno sulla Variante al PRG aumentando o stralciando le Zone a Servizi, aumentando o stralciando la volumetria e quindi aumentando o congelando l’incremento demografico previsto dal Piano.

Considerazioni finali

Da tutto ciò emerge che i pareri e le prescrizioni rilasciate dai diversi Enti/Uffici (in alcuni casi assolutamente vincolanti) possono essere sostanzialmente importanti. Forse sono proprio le prescrizioni ad essere state disattese nel corso degli anni consegnandoci un tessuto urbano particolarmente scollegato e disordinato?

Chissà, forse se sul finire degli anni ‘80 si fosse dato corso all’approvazione della Variante al PRG del 1978, le edificazioni degli anni ‘90 (quando l’incremento demografico arrivò a superare il 50%) oggi risulterebbero meno numerose?

Certo é che se potessimo leggere le carte dell’istruttoria regionale, chiunque sarebbe in grado di farsi un’idea di come stanno le cose e parte o tutti questi dubbi potrebbero essere dipanati. Ognuno potrebbe, quindi, decidere se essere favorevole o contrario alla Variante al PRG, quanto meno sarebbe una scelta consapevole o moderatamente consapevole. Io ho avuto la fortuna di leggere alcuni documenti della fase istruttoria (grazie a mio papà che nel tempo, sino al 2013, ha raccolto alcuni di essi) e su questi mi sono fatto un’idea, ma non tutti hanno questa possibilità.

Mi auguro davvero, dunque, che questo documento serva a chiarire qualche dubbio in merito al contenuto della segretissima istruttoria della Regione Lazio, ma soprattutto mi auguro funga da pungolo all’Amministrazione (non)trasparente dei 5S convincendoli a pubblicare l’istruttoria della Regione Lazio prima del Consiglio comunale nel quale approvare o revocare la Variante al PRG. Sempreché non esca fuori che ciò non è più possibile perché sono ormai trascorsi i termini (?) …. nel caso, cosa ci dobbiamo aspettare?

E spero, infine, che insieme a suddetta pubblicazione, venga pubblicato anche un documento che schematizzi gli effetti della revoca e quelli dell’approvazione della Variante. Gli Uffici Tecnici Comunali sono perfettamente in grado di valutare la fondatezza e l’entità del rischio in caso di revoca nonché l’eventuale “prezzo” di tale scelta (prezzo che dovremo poi pagare noi cittadini?). Così come sono in grado di valutare quali potrebbero essere gli effetti sul territorio in caso di approvazione della Variante e dell’eventuale “prezzo” di tale scelta (prezzo che dovranno pagare i nostri figli?).

La “trasparenza” si fa mettendo la cittadinanza nelle condizioni di sapere, non negandole di assumere notizie in merito a scelte così importanti e che, in un modo o in un altro, determineranno il futuro della nostra città per i prossimi 10-15 anni.

Diversamente è corretto affermare trattasi di “Variante dei misteri”.

Enrico Stronati

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