Acquedotti comunali

Mi capita spesso di dover rispondere ai cittadini che, allarmati dal recente nuovo caso di acqua non potabile (ottobre 2016) ma soprattutto della colpevole omertà dei paladini della (non)trasparenza, mi pongono domande o richieste di chiarimenti in merito al funzionamento degli acquedotti comunali di cui mi sono occupato sino a giugno 2016.

Chiariamo subito un punto: gli impianti di trattamento acqua sono dispositivi complessi che fanno a loro volta uso di dispositivi elettromeccanici ed elettronici nonché di composti chimici, ne consegue che questi debbono essere monitorati costantemente (quotidianamente) da personale specializzato che ha le competenze e le conoscenze per comprendere eventuali anomalie. Questo principio è alla base di tutto quanto di seguito ho riassunto della mia esperienza quinquennale in qualita di Assessore con delega all’acqua.

Premesso tutto ciò occorre anche essere sereni ed avere la consapevolezza che essendo appunto impianti elettromeccanici complessi è possibile che qualcosa si danneggi o smetta di funzionare creando conseguentemente alterazioni nel processo di trattamento dell’acqua e quindi una alterazione degli equilibri dei composti chimico-fisici all’interno delle stesse (motivazione probabilmente alla base dei recenti problemi di potabilità). Peraltro, come anche evidenziato dall’Istituto Superiore della Sanità, occorre sempre tenere in considerazione quale livello chimico-fisico è stato superato, di quanto e per quanto tempo. Ma per questo, eventualmente, provvederò alla stesura di un altro documento che spiega meglio come stano le cose o meglio, come io le ho comprese.

E chiariamo anche un altro aspetto “politico”: l’acqua, come i rifiuti ed in genere i temi ambientali, soprattuto per la delicatezza che le tematiche ambientali rivestono, non possono essere una “delegha” ad un Consigliere ma DEVONO essere oggetto di delega assessorile al fine di garantire la presenza dell’Assessore preposto all’interno della Giunta.

Per tutti questi motivi, ho iniziato a descrivere lo stato dell’arte delle attività poste in essere durante il mio (nostro) mandato per risolvere il problema della potabilità dell’acqua che, sino al 2011, nessuna Amministrazione ha avuto come obiettivo strategico del proprio mandato elettorale.

Pubblico tutto in forma di “pagine” e non di “articolo”, per avere modo di aggiornarle mano a mano che la testa mi fornisce informazioni e ricordi nonché mano a mano che assumo informazioni dai documenti in mio possesso.

L’acquedotto comunale, inteso nella sua accezione globale, è suddiviso in 5 parti principali ognuna delle quali è collegata principalmente ad un campo pozzi e a dei serbatoi che lo alimentano. Esistono, quindi, diversi sotto-acquedotti, che sono i seguenti enumerati in ordine di importanza (in termini numerici ovviamente):

  1. Montano;
  2. Biadaro;
  3. Ponton dell’Elce;
  4. Colle Sabazio;
  5. Pantane.

Procederò nei prossimi giorni, alla pubblicazione di una relazione tecnica per ognuno dei sopra citati “sotto-acquedotti” (il primo sarà il Montano, vedi link sopra) al fine di fornire un approfondimento a coloro che avranno voglia di comprendere come stanno i fatti e, conseguentemente, farsi una idea di quali potrebbero essere le cause che portano alla emissione dell’Ordinanza di non potabilità delle acque. Io la mia idea me la sono fatta, proprio perché conosco come funzionano gli impianti e perché conosco i controlli di qualità eseguiti dalla ditta che ha in gestione i due impianti di trattamento acqua (Biadaro e PdE) che prevedono – tra l’altro – analisi mensili dell’acqua che entra e di quella che esce dagli stessi. Questo perché la ditta incaricata è contrattualmente responsabile e soggetta a sanzione qualora fosse rilevata una sua responsabilità. Suddette analisi sono regolarmente inviate al Comune e protocollate nonché – grazie ad un accordo con la ASL di Civitavecchia – inviate per conoscenza agli Uffici dell’Azienda Sanitaria (che monitorano tutte le fonti idropotabili).

Tutto ciò – ovviamente – è qualcosa che posso garantire solo sino a giugno 2016, dopo tale data assicurare che:

  • si eseguano costantemente e quotidianamente controlli per ovviare ad eventuali malfunzionamenti e guasti;
  • si effettuino analisi delle acque oltre quelle effettuate di routine dalla ASL;
  • si pubblichino le analisi delle acque nell’apposita sezione del sito web del Comune;
  • si inviino alla ASL le analisi delle acque eseguite dalla ditta che ha in gestione la manutenzione degli impianti di trattamento acqua;
  • si pretendano analisi mensili dalla ditta proprietaria delle Case dell’Acqua;
  • etc, etc ….

…. tutto cio, dicevo, spetta ad altri!

Spero che tutto questo lavoro torni utile alla collettività.

Enrico Stronati

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