Comunicazione

Altro che acqua gratuita: la verità dietro la ‘casa dell’acqua’

La verità, caro Sindaco, è ben diversa da quella che vuoi far passare.

Io ho sempre evitato il più possibile forme di botta e risposta perché, quelle si, scadono nella polemica, ma su questo argomento – come ho avuto modo di dirti più e più volte – non posso lasciar correre.

E sai anche che sono una persona estremamente rispettosa dei ruoli e delle istituzioni, ma sono anche un Consigliere comunale che su questi temi ha più e più volte preteso che venissero trattati come meritano.

Parli di “acqua gratuita” ma non fai menzione dei numeri che ci sono dietro la svendita del servizio idrico. Il Comune incassava circa 1.2 milioni di euro dalla fatturazione idrica, oggi Acea quanto riconosce alle casse comunali? Lo rammenti? No? Te lo rammento io: 80 mila euro!

Acea ha, poi, applicato la sua tariffa alle utenze arrivando ad un fatturato annuo di circa 2.5 milioni di euro (anche oltre se si aggiungono le elevate somme per gli allacci).

Cosa c’è di “gratuito“?
Come puoi fare una simile affermazione?

La casa dell’acqua e l’acqua che erogherà non sono affatto gratuita e, ma sono pagate dalle salatissime fatture idriche che tutti noi onoriamo!

Scrivi “un servizio concreto per i cittadini“, ma cosa intendi di preciso? Perché quando nelle scorse estati i cittadini sono rimasti senz’acqua potabile – con temperature costantemente sopra i 34 gradi – e più e più volte sei stato sollecitato ad intervenire con forza e decisione per difendere un diritto inalienabile (solo io ti ho scritto 4 volte e pure i cittadini lo hanno fatto con una raccolta firme), il “servizio concreto per i cittadini” dove stava che neanche le autobotti sei riuscito ad assicurare!

Poi un giorno hai pubblicato e firmato una nota di un presunto incontro con Acea che sembrava scritta dal Presidente dell’azienda piuttosto che da un Sindaco addolorato e arrabbiato per quanto stessero subendo i suoi cittadini (io sarei stato in imbarazzo a firmarlo).

Ti spingi ai proclami affermando che la casa dell’acqua consente la riduzione della plastica, un principio di ecosostenibilità condivisibile al 100% e a cui plaudo. Ma non può e non deve essere un unicum! Tutta l’azione amministrativa dovrebbe essere incentrata su questi principi.

Invece, in questi 5 anni e mezzo, cosa si è fatto per l’ambiente? Quali virtuosismi si sono perseguiti? Sarò stato evidentemente disattento, perché non rammento alcuna azione amministrativa degna di essere annoverata. Ah, si, dimenticavo le famigerate bici elettriche …. che non si sa dove siano e che non sono mai state installate.

La qualità della vita della comunità, in particolare di una comunità alla quale l’acqua viene “sottratta” da sotto gli occhi (lago), si migliora assicurando l’acqua potabile in casa (che oltre a ridurre la plastica eviterebbe anche lo spostamento con la macchina), non assicurando che la “casa dell’acqua” sia operativa.

Si assicura attuando politiche di compensazione degli elevati costi del servizio idrico.

Si assicura – all’occorrenza – manifestando pubblicamente e platealmente in difesa dei diritti lesi quando viene interrotto il servizio idrico senza alcun avviso.

Si assicura pubblicando costantemente le analisi dell’acqua per evitare la diffusa mancanza di fiducia sulla qualità della risorsa.

La qualità della vita di una comunità migliora quando essa si sente protetta dalle ingiustizie subite da una SPA che dialoga solo tramite call-center.

Quindi si, caro Sindaco, la critica che ti abbiamo rivolto ha molte ragioni di esistere, anche una ragione elettorale, perché è nostro dovere tentare di far sapere alla cittadinanza – che presto sarà chiamata ad esprimersi – come stanno le cose onde evitare che il taglio del nastro li induca a pensare che tutto questo sia come tu vorresti che apparisse, ma nella realtà è tutt’altro.

Sempre con rispetto.

Enrico Stronati