Comunicazione

Anguillara: i grillini si arrendono alla privatizzazione del servizio idrico, aumenti in arrivo

Non c’è alcun dubbio, l’Amministrazione Anselmo passerà alla storia come l’Amministrazione capace di rinnegare tutte le promesse elettorali in soli due anni e mezzo. Occorre, però, anche riconoscergli una grandissima capacità di mistificazione, nessuno – prima ad ora – ha dimostrato una così elevata abilità nel descrivere la realtà.

Oggi, però, è il momento del tradimento maggiore (almeno sinora), quello che colpirà maggiormente la collettività perché annienta in un colpo solo un bene universale che – dicevano – avrebbero difeso con le unghie: l’acqua pubblica.

Tutto ciò pone sotto una luce diversa alcune scelte e alcune affermazioni del passato, che dimostrano – oggi – le reali intenzioni dell’Amministrazione, quale ad esempio il bando di affidamento della manutenzione dell’impianto di depurazione (DD n. 71 del 13.02.2018) nel quale si affermava “Valutato che in considerazione del possibile e prossimo passaggio del servizio di che trattasi all’ACEA ATO di appartenenza si ritiene necessario appaltare lo stesso per un solo anno”.

E’ l’ennesimo tradimento! Inutile girarci intorno. La diffida che ha ricevuto l’Amministrazione di oggi la ricevette anche l’Amministrazione precedente, di cui io feci parte occupandomi anche dell’acqua. Certo, la resistenza espone a rischi, è vero. Ma nessuno ha obbligato questi signori a candidarsi e promettere la difesa di alcuni principi per poi, oggi, piagnucolare come scolaretti perché si viene “diffidati” ad adempiere.

Nel 2015, quando ricevemmo la seconda diffida, facemmo una “contro diffida” rispedendo al mittente la minaccia. Questo ha consentito, oggettivamente, di rimandare di oltre 3 anni il problema nella speranza che, nel mentre, si dia il via all’attuazione della L.R. sull’acqua pubblica. O magari che il Parlamento inizi finalmente a produrre leggi utili al cittadino, come per esempio la legge sull’acqua pubblica promessa in campagna elettorale dal M5S e ferma, invece, al palo per lasciare strada ai temi cari alla Lega.

Anche noi fummo minacciati di danno erariale. Ma questo non ci fece arretrare di un millimetro e ribadimmo il principio espresso dai cittadini nel referendum plebiscitario del 2011 assumendoci la responsabilità di “DIRE NO” alla cessione del servizio.

Il Consiglio comunale è l’ultimo baluardo alla inesorabile e miserabile resa, convinzione – questa –  che solo ieri l’Amministrazione Anselmo propagandava in ogni angolo del web con il comunicato stampa sulla sentenza del TAR in merito al PRG nel quale, cito, “Per il TAR è evidente l’intento comunale di soprassedere al perfezionamento della variante generale originaria e di adottare scelte diverse, nel pieno rispetto del principio che ogni amministrazione possa ritornare su scelte molto anteriori che non hanno ancora acquisito definitività e che risultano inidonei”. Se le azioni poste in essere per ribadire l’autonomia decisionale del Comune in termini di sviluppo urbanistico vanno bene anche se “contro legem”, non si capisce perché non si possa fare lo stesso per un fine ancor più nobile: difendere l’acqua pubblica!

Oltre al danno, poi, la beffa.

Al tempo della diffida che noi ricevemmo, realizzammo un breve studio sull’impatto che la cessione del SII avrebbe avuto sulla collettività. Tralasciando gli aspetti più tecnici e quelli connessi al bilancio, che sono comunque rilevanti, il danno maggiore lo subiranno i cittadini. In particolare l’aumento della tariffa pari a circa il 30% rispetto all’attuale nonché il peggioramento dell’accessibilità agli sportelli utente dovendo i cittadini recarsi ad Ostiense (sede Acea). A ciò non corrisponderà un aumento del livello di qualità del servizio, in particolare nei primi anni di gestione privata.

E così i grillini locali si apprestano a votare in Consiglio comunale la privatizzazione del servizio idrico e, conseguentemente, l’aumento della tariffa. Un bel regalo di Natale!

Enrico Stronati

 

Seguiranno ulteriori approfondimenti sul tema.

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