Comunicazione

Ponton dell’Elce: le scelte pesano, maggiormente se sbagliate

I cittadini di Ponton dell’Elce rivivono una emergenza idrica che si sarebbe potuta evitare

I cittadini di Ponton dell’Elce rivivono una emergenza idrica che si sarebbe potuta evitare se solo si fosse proseguito il lavoro avviato, ormai, 9 anni fa, come stamattina mi ricorda Facebook. Sono proprio i cambi repentini di direzione, l’inversione di marcia della politica, di “quelli dopo” per distinguersi da “quelli prima”, che determinano opere incompiute e abbandonate a se stesse.

Sarebbe bastato semplicemente dare continuità al lavoro già fatto, invece ancora oggi non se ne vede la fine, perché si è scelto di fare diversamente rispetto al lavoro avviato da “quelli di prima”.

Ma soprattutto servirebbe avere una convinzione: il servizio idrico è fondamentale per una vita decente e andrebbe difeso e manutenuto a ogni costo, il cittadino/utente informato con ogni mezzo, la trasparenza a garanzia di tutti. Come sancito dalle 3 mozioni sul tema che ho proposto a questa consiliatura e che unanimemente sono state inutilmente approvate, a quanto pare.

La poca acqua che sgorga dai rubinetti di Ponton dell’Elce, è almeno potabile?

Solo ora che la “stampa” accende di nuovo i riflettori sul problema, si corre ai ripari, si forniscono vaghe motivazioni sul disservizio senza, però, fornire elementi oggettivi che possano confermarle.

L’impianto di Ponton dell’Elce è stato dotato di sensoristica che consente di misurare in tempo reale il quantitativo di acqua prodotta, quella consumata, le ore di funzionamento di una pompa o di un filtro, il livello della cisterna (non so se la “nuova” cisterna ha i medesimi sensori della “vecchia”), il fermo dell’impianto, il troppo pieno, il raggiungimento del livello minimo (nonché contatori per quantificare il numero di metri cubi erogati e quelli emunti). Il tutto comodamente accessibile via internet in modo graficamente esplicito.

E allora sorgono le domande

Come è possibile che non si trovi traccia o informazioni di analisi di questi dati che sarebbero utilissimi alla comprensione di quanto sta accadendo?

Si parla di riduzione del quantitativo di acqua trattata a causa della riduzione della portata dei pozzi, cosa che evidentemente non avviene da un momento all’altro, mi chiedo, quindi, come è possibile che si arrivi costantemente e per settimane a lasciare i cittadini senza acqua, senza accorgersene? Eppure ci sono i suddetti sensori.

Come è possibile che chi è preposto alla gestione del sistema filtrante non tenga in considerazione le misurazioni sul tempo di utilizzo e il quantitativo di acqua trattata dai filtri che sono, per intenderci, il “contachilometri del motore” del sistema filtrante? Eppure tutti noi  valutiamo i km percorsi da un veicolo per stabilire se è il tempo di cambiare i filtri dell’olio. Banalizzando è la stessa cosa!

Ho scritto e trattato questo tema assai spesso e, quindi, non mi dilungo.

Reputo, però, essenziale che le scelte che attendono l’amministrazione comunale di turno per riprendere in mano in modo concreto e continuativo la gestione del servizio idrico e – auspicabilmente – terminare i lavori per garantirlo, passino dapprima per una informazione trasparente e documentata che non c’è (come già evidenziato più volte in Consiglio comunale, l’apposita del sito web del Comune non fornisce tutte le informazioni necessarie al cittadino/utente nonostante le analisi debbano essere svolte ogni mese: vedi pagina analisi delle acque del 2022), passino per una gestione attenta e analitica dell’impiantistica che evidentemente non c’è.

È inutile presentare mirabolanti progetti, alludere a enormi finanziamenti (tanto di moda con il PNRR), realizzare nuove opere se poi quello che già c’è e che serve per fornire un servizio essenziale come l’acqua potabile dal rubinetto di casa, non si usa o, cosa ancora peggiore, non se ne conosce l’esistenza.

Nota a margine: come peraltro anche accaduto con la video sorveglianza presso le scuole medie in occasione del recente atto vandalico, su questo tornerò nei prossimi giorni, perché è il momento delle responsabilità.

Gli impianti di trattamento dell’acqua vanno manutenuti e monitorati utilizzando gli strumenti già disponibili, altrimenti ogni investimento risulterà vano

Politicamente, infine, è indispensabile dare un segnale che palesi l’interesse verso questo servizio. Assegnare la delega ad un assessore che ci metta la faccia e l’impegno in modo costante e preferenziale è il primo passo da fare.

Perché l’acqua potabile dal rubinetto di casa è il servizio più importante di una Amministrazione che si rispetti.

Enrico Stronati
Consigliere comunale

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