Acqua · Comunicazione

Anguillara: risarcimento per acqua non potabile, una cosa possibile?

A dicembre 2016 inoltrai richiesta di rimborso al Comune a causa dell’erogazione di acqua non potabile dall’acquedotto del Biadaro al quale la mia abitazione risulterebbe connessa.

Trascorsi i 30 giorni previsti per legge senza avere alcuna risposta (strano, vero?), posi la questione all’attenzione del Difensore Civico della Città Metropolitana che, a febbraio 2017, sollecitò la risposta al Comune.

Così, a maggio 2017, il Comune si decise finalmente a rispondere e, come previsto, negò la mia richiesta di rimborso motivando la stessa con “l’organo competente in materia di deliberazione delle tariffe per il Servizio Idrico non ha ad oggi adottato provvedimenti in merito“.

A nulla valse l’aver allegato alla mia istanza una delle tante sentenze che, all’epoca, era stata da poco emessa.

Eppure prima delle elezioni sostenevano l’esatto contrario: vedi QUI.

Poi, preso da altre questioni, lasciai perdere, anche perché quando si ha a che fare con chi non gliene frega nulla dei cittadini, in particolare quelli che – come me – fanno politica e, quindi, sono scomodi, è sempre meglio aspettare. Avevo già allora la certezza che l’arroganza che da tre anni pervade Palazzo Baronale avrebbe ulteriormente esasperato la situazione, come purtroppo è accaduto.

E’ tempo, quindi, di ritornare sull’argomento “acqua potabile e rimborsi“.

Ma stavolta voglio farlo pubblicamente, portando a conoscenza di tutti i cittadini quello che ho fatto, le risposte che ho ricevuto, quelle che ancora aspetto, le iniziative che intendo intraprendere o promuovere per poter ottenere ciò che mi spetta. Pubblicherò su questo sito tutti i documenti di cui già dispongo e quelli che assumerò nel prosieguo.

Non permetterò che si continui a crearmi disagi (a me, come immagino a tutti voi) nonostante nella mia città esistano impianti di trattamento dell’acqua che ben conosco, che sono stati installati nella seconda metà del 2013, che dopo una prima fase di avvio e assestamento hanno iniziato a funzionare regolarmente senza dare grossi problemi sino all’estate del 2016 e che, quindi, non possono e non devono determinare l’erogazione di acqua non potabile!

Le somme che mi verranno eventualmente rimborsate le metterò a disposizione per la lotta in difesa dell’acqua pubblica. Il modo e la forma le concorderò con il Comitato acqua pubblica che si sta occupando della raccolta delle firme per la petizione contro la cessione del servizio idrico ad Acea Ato2 (che sarebbe una enorme beffa,  avremo gli stessi “servizi” ad una tariffa maggiorata del 45% rispetto all’attuale).

Enrico Stronati